• PROGRAMMA DI MUSICA

    Abbiamo 40 giovani talenti femminili nei nostri orfanotrofi. Partecipate a questa possibilità di coltivare qualcosa di così positivo nei nostri figli e di conseguenza l'Afghanistan.

  • PROGRAMMA D'ARTE DI BAMBINI

    Dopo trenta anni di guerra e repressione, l'arte del tutto scomparsa dalla cultura afghana. Oggi bambini AFCECO di ricevono istruzione professionale nel disegno, acquarello, pastello e pittura ad olio. Considerate l'acquisto di una di queste opere molto espressive e d'arte uniche prodotte dai nostri stessi bambini provenienti da orfanotrofi. È anche possibile fare una donazione al Programma d’Arte.

  • PROGRAMMA SPORTIVO

    Sport sono diventati un elemento importante per il programma dei nostri bamini. Ogni bambino in orfanotrofi di AFCECO pratica uno sport.

  • I NOSTRI ORFANOTROFI

    Per 13 anni i bambini provenienti da povertà e violenza hanno vissuto insieme in orfanotrofi che sono bastioni di vera democrazia, luoghi in cui tutti sono uguali.

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  • Essere Coinvolti
  • Chi Siamo
  • La Storia di AFCECO
  • I Nostri Valori
  • FAQ
  • I programmi

AFCECO Ha Bisogno Del Vostro Aiuto Oggi

AFCECO è stata una delle più positive fonti di sviluppo nel panorama dell’Afghanistan, un paese ancora devastato dalla guerra. Per tredici anni bambini provenienti da situazioni di estrema povertà, violenza e a volte rifugiati in altri paesi, hanno vissuto nei nostri orfanotrofi che sono dei reali pilastri di democrazia, luoghi dove ciascuno è uguale e ci si prende cura l’uno dell’altro, dove salute ed istruzione hanno la meglio sulle divisioni etniche e linguistiche e sull’odio che qualsiasi guerra porta con sé.

Oggi stiamo fronteggiando delle grosse difficoltà economiche che dobbiamo superare il prima possibile. Le sponsorizzazioni sono in largo calo e abbiamo perso dei finanziamenti quest’anno; a questo si aggiunge il costo della vita sempre maggiore a Kabul e i costi per la sicurezza che sono un’esigenza imprescindibile ed ultimamente sono cresciuti. Abbiamo, inoltre, delle spese non preventivate perché è sempre più difficile fronteggiare chi osteggia l’istruzione e l’uguaglianza delle ragazze. Abbiamo un deficit reale di $175.000 che ci costringerà a ridurre la nostra offerta formativa e dobbiamo raccogliere almeno $85.000 entro gennaio per pagare i costi degli affitti e le spese.

 Per non vanificare gli sforzi compiuti fino ad ora per l’educazione e l’istruzione dei nostri ragazzi, dobbiamo in tutti i modi raggiungere questa cifra. Ogni aiuto, anche piccolo, è essenziale perché sono tanti i nostri sostenitori ed insieme si può andare lontano; sono stati organizzati diversi eventi di raccolta fondi, ma serve aumentare lo sforzo. Abbiamo bisogno del tuo aiuto ora. Abbiamo l’occasione di mostrare il vero spirito della democrazia, di come questa variegata famiglia di AFCECO può lavorare insieme, da ogni parte del mondo, così come i nostri bambini che hanno superato le loro difficoltà e crescono determinati, speranzosi e motivati nello studio.

Fondo Di Sostenibilità Degli Orfanotrofi

$ 175000
donation thermometer
donation thermometer
$ 65000
donation thermometer
37%
Launched
15Nov2016

AFCECO è stata molto fortunata negli scorsi anni, molte persone ci hanno dedicato il loro tempo e ci hanno sostenuti economicamente. Grazie a questo abbiamo potuto trasferire l’orfanotrofio femminile in un posto sicuro a Kabul. In questo momento, però, siamo carenti in sponsorizzazioni, molti dei nostri bambini sono solo parzialmente sponsorizzati ed altri non lo sono per nulla. Questo si traduce in un deficit di 15.000$ al mese per i costi di mantenimento dei nostri orfanotrofi.

State già dandoci molto, non possiamo chiedervi di più, ma voi potete sicuramente fare la differenza aiutandoci a trovare nuovi sostenitori e nuovi sponsor. Questa situazione non è sostenibile a lungo termine se non facciamo un’efficace campagna di raccolta fondi e di ricerca di nuove sponsorizzazioni tutti insieme, come una grande famiglia. Per favore, unisciti a noi per questa campagna!

Chi Siamo?

AFCECO è un’organizzazione no-profit fondata nel 2004 e riconosciuta dal governo Afghano nel 2008.

Andeisha Farid ha fondato Afceco nei campi profughi in Pakistan con l’obbiettivo di dare una possibilità alla nuova generazione di diventare adulti propositivi e portatori di cambiamento nel panorama della politica e della società afghana. Cresciuta anch’essa durante la guerra e avendo passato l’infanzia nei campi profughi del Pakistan, ha aperto il primo orfanotrofio proprio lì, per poi rientrare e proseguire con questo progetto in Afghanistan, nel 2007. Il suo sogno per il futuro dei bambini afghani non era quello di salvarne semplicemente dalla strada il più possibile bensì creare un ambiente dove i bambini potessero crescere come in una grande famiglia ed essere seguiti in tutti gli aspetti necessari alla loro crescita così da poter aspirare a divenire il futuro del loro paese. Gli orfanotrofi offrono un luogo sicuro e sereno dove i bambini si possono esprimere liberamente e crescono educati ai valori della tolleranza, del rispetto delle reciproche differenze e dell’uguaglianza di genere. Oltre a questo, nelle intenzioni della fondatrice, dovevano essere rispettati e rafforzati i rapporti con i villaggi d’origine dei bambini ospitati, sia con la loro famiglia che con la comunità più possibile allargata. I bambini che vivono negli orfanotrofi di Afceco, pertanto, non sono necessariamente orfani e infatti la maggior parte di loro ha dei genitori che non possono prendersi cura di loro e della loro istruzione per troppa povertà o perché vivono in aree del paese dove la vita è troppo pericolosa. Il fatto che abbiano delle famiglie e delle comunità di riferimento è molto importante perché i bambini fanno periodicamente ritorno a casa e possono far partecipare la famiglia e la comunità circostante del cambiamento e dell’importanza dell’istruzione. Soprattutto quando il ciclo di studi terminerà, l’aver mantenuto rapporti con la famiglia di origine aiuta a poter tornare nella propria provincia e ad essere proprio lì un elemento di cambiamento del quale tutta la comunità potrà fruire. Per questo motivo i bambini che crescono negli orfanotrofi Afceco vengono da tutte le parti dell’Afghanistan, ma vivono in pace qui, senza distinzioni etniche di nessun tipo.

Fortunatamente Andeisha entrò in contatto con CharityHelp International, un’associazione americana non governativa che, con il suo supporto al programma delle sponsorizzazioni dei bambini accolti nell’orfanotrofio, ha permesso la fondazione di diversi orfanotrofi in tutto il paese; dopo varie vicissitudini ora ne rimangono due che ospitano circa 150 bambini.

Gli orfanotrofi Afceco mirano a creare un ambiente veramente democratico al cui centro sia l’uguaglianza e le nuove possibilità di crescita e di presa di coscienza delle ragazze in modo che un giorno possano prendere parte al miglioramento della società che le circonda. Questo passa anche attraverso la liberazione dei ragazzi dal giogo della mentalità maschilista che ha afflitto, e continua a farlo, il paese per molti anni.

Tutto questo è ottenuto principalmente creando un ambiente familiare e confortevole per i bambini e permettendo loro di seguire serenamente le lezioni scolastiche, ma anche attraverso la pratica dello sport (abbiamo programmi di calcio, karate e ginnastica, sia maschili che femminili), attraverso la musica (abbiamo un programma di musica che permette ai nostri ragazzi di frequentare l’Afghan National Institute of Music e di avere spazi all’interno dell’orfanotrofio per esercitarsi), l’arte e altri progetti in essere.nostri ragazzi di frequentare l’Afghan National Institute of Music e di avere spazi all’interno dell’orfanotrofio per esercitarsi), l’arte e altri progetti in essere.

La Storia di AFCECO

 La storia dei Parwarishga (una parola che in Dari ha un significato simile al nostro “rifugio sicuro”, più simile a casa di accoglienza che orfanotrofio) si lega strettamente a quella del moderno Afghanistan. Qui, infatti, la guerra ha da sempre camminato a braccetto con l’estremismo religioso e ciò ha da sempre avuto grandi ripercussioni sui bambini. Si è arrivati ad un punto che si sente da più parti sostenere che l’odio tremendo tra Pashtun e Hazara, il burqa e tutto ciò che rappresenta, sono fatti pertinenti alla cultura afghana e per questo motivo devono addirittura essere accettati.

Ma una giovane donna di nome Andeisha Farid non la vedeva in quel modo: cresciuta in epoca di guerra nei campi profughi in Pakistan ha, però, ricevuto un’educazione e, soprattutto, avuto la possibilità di avere un gruppo di pari e adulti impegnati al suo fianco nella costruzione del sogno di uguaglianza e giustizia e magari un giorno anche di ritorno nella loro terra.

Andeisha vedeva se stessa nei bambini che elemosinavano pochi spiccioli per comprare il pane; lei però aveva avuto l’occasione di studiare ed era ora una giovane donna che frequentava l’università, capace di trovare la sua strada nel mondo. Se solo una piccola parte di questi bambini avessero avuto l’opportunità di crescere con le sue stesse possibilità, la loro influenza si sarebbe fatta sentire anche nelle loro famiglie d’origine. Se le ragazze fossero state cresciute come lo era stata lei e i ragazzi invece nello stesso modo dei suoi amici, il simbolo di questa cultura, il burqa, sarebbe stato solo un ricordo del passato.

Con questa convinzione nel 2004 ha fondato il primo Parwarishga; cominciando con pochi fondi ha creato un luogo sicuro dove i bambini potessero recarsi ogni giorno. La voce di questo lavoro e della bontà dei principi che lo ispiravano ha poi raggiunto CharityHelp International che ha creato un programma semplice di sponsorizzazione a distanza dei bambini coinvolti nel progetto in modo da poter inaugurare un vero e proprio orfanotrofio. In poco tempo i fondi sono cresciuti in modo tale da permettere di far funzionare a pieno regime nove orfanotrofi in Afghanistan e due in Pakistan, prendendosi cura di 700 bambini e impiegando per il lavoro all’interno degli orfanotrofi 50 vedove, mandando i propri studenti all’università e organizzando programmi di musica, ginnastica, karate, squadre di calcio, una clinica, la Leadership Academy per le ragazze più grandi e tantissime altre attività. Al momento, dopo varie vicissitudini, AFCECO gestisce due orfanotrofi nella città di Kabul con circa 150 bambini e ragazzi.

Il lavoro di AFCECO è progressivamente diventato anche un importante servizio non istituzionale per la società afghana in una collaborazione che mette al primo piano i bisogni dei bambini. Quanto accaduto in Nuristan, una regione sotto il controllo dei Talebani a Zainab è un esempio dell’importante contributo alla società afghana: quando la minuta quattordicenne Zainab è arrivata su di un asino per visitare il villaggio in cui era nata, gli anziani del villaggio, consapevoli di quello che aveva appreso nell’orfanotrofio AFCECO dove viveva da quando aveva 4 anni, le predisposero una stanza e le chiesero con insistenza di insegnare ai bambini che invece non avevano avuto la possibilità di andare a scuole. Gli anziani del villaggio non erano spaventati dall’educazione al rispetto di genere a all’uguaglianza che Zainab aveva ricevuto e quando aveva il velo un po’ abbassato….ci passavano sopra. Non percepirono Zainab come una minaccia bensì come un enorme possibilità per tutto il villaggio. Una domanda nasce spontanea: e se dieci Zainab tornassero nei loro villaggi? Se fossero cento? Mille?

I Nostri Valori

 Ci siamo proposti di aiutare a crescere la nuova generazione di ragazzi afghani, ragazzi già colpiti duramente da trent’anni di guerra, e di aiutarli a diventare membri produttivi e pensanti della loro società. Alle ragazze ed ai ragazzi degli orfanotrofi Afceco viene insegnata la tolleranza, il rispetto per la diversità e per i diritti degli altri, la cura per l’ambiente e valori fondamentali come l’integrità, l’onestà e la cura degli altri.

Gli insegnamenti di AFCECO:

 -Promuovere il rispetto per le differenze tra gli esseri umani che passa attraverso la consapevolezza che le persone possono avere idee diverse, ma non per questo di valore inferiore

 -Rispettare la libertà di pensiero e evitare l’imposizione arbitraria delle proprie idee sugli altri

-La libertà ha un vero significato solo in presenza di democrazia e giustizia-Nessun essere umano è superiore ad un altro per classe sociale, colore della pelle, lingua, razza o religione

 -Rispettare tutte le religioni e i loro credenti

-Capire che le religioni sono un fatto privato e che non può essere imposto con la forza a nessuno e nessuno può utilizzare la religione per altri scopi

 -Nessun essere umano è migliore di un altro per via del genere

 -Una cultura di pace non è possibile se non con l’educazione al rispetto per l’ambiente

-Incoraggiare il rispetto per il valore della vita umana e trasporlo ogni giorno nella propria vita

-Incoraggiare la fame di conoscenza delle idee del prossimo

-Promuovere l’idea che ognuno, a dispetto del diverso luogo di provenienza e di dove viva, è parte di una sola, grande famiglia

-Incoraggiare l’ascolto delle idee degli altri-Imparare il lavoro di squadra e essere focalizzati sugli obiettivi comuni

 -Incoraggiare il lavoro sulla pace nel mondo e fare della ricerca della pace una priorità

-Promuovere la pace imparando le culture degli altri paesi e imparando che vivere in pace ed in armonia è l’unico modo giusto di vivere per gli esseri umani.

FAQ

Gli orfanotrofi sono in pericolo per via della guerra?

E’ difficile prevedere il futuro dell’Afghanistan. Ci sono molti pericoli, al momento soprattutto per gli attentati improvvisi. Qualunque cosa accada, persino se un nuovo regime talebano salisse al potere, non sarebbe la fotocopia di quanto avvenuto in passato: Afceco ha costruito solide relazioni con così tante istituzioni, associazioni e semplicemente con così tante persone, che sarebbe un suicidio politico attaccare l’orfanotrofio. La nostra maggiore assicurazione per il futuro è che l’orfanotrofio è fondato, diretto e gestito da afghani. Anche nelle remote province sotto il controllo talebano le scuole per bambini e bambine sono consentite, purché siano afghane: il fatto è che la maggior parte delle persone vede nell’istruzione dei propri figli un’opportunità per un migliore futuro dei propri figli e quindi di tutta la famiglia.

Come posso sapere se il bambino che sponsorizzo è veramente lì e che sappia chi sono?

Una volta al mese ogni bambino sponsorizzato prepara una lettera per il proprio sponsor. Anche ai bambini più piccoli viene insegnato un inglese che sia sufficiente per poter scrivere una breve lettera che solitamente viene dal bambino decorata e personalizzata. Quando possibile inviamo allo sponsor una foto del bambino che tiene in mano la lettera e trasmettiamo il tutto per posta elettronica. Abbiamo poche persone nel nostro staff quindi non sempre fila tutto liscio, ma la maggior parte dei mesi riusciamo a mandare lettere a tutti gli sponsor, per noi questa comunicazione tra bambini e sponsor rimane comunque una priorità. I bambini sanno cosa rappresenta uno sponsor per Afceco, ma sono soprattutto emozionati dal ricevere lettere dai loro sponsor! Incoraggiamo anche i contatti tra sponsor, sono un buon modo di conoscere meglio la vita dell’orfanotrofio e condividere storie che permettano di sentirvi più vicini all’esperienza che il bambino che state sponsorizzando vive. Per noi superare le distanze è una priorità e cerchiamo di farlo anche attraverso la nostra newsletter mensile dove raccontiamo quanto avviene in orfanotrofio e cerchiamo di corredare il tutto con fotografie.

Che supporto ricevete dal governo afghano? E dalla gente comune?

FAfceco è un’ong registrata presso il governo afghano e ha acquisito nel tempo una buona reputazione e diversi simpatizzanti, alcuni di loro tra ministri e parlamentari. E’ vitale tuttavia che il Afceco mantenga le distanze dal governo e dai finanziamenti governativi, questo per assicurare di poter portare avanti i nostri obiettivi senza pressioni da parte di chi è al potere. L’opposto, invece, quando si pensa alla gente comune: Afceco lavora attivamente con i membri delle comunità di ogni provincia del paese, di ogni classe sociale; studenti, mullah, braccianti, attivisti e professori sono tutti parte della nostra rete di sostenitori. Dal povero contadino di Farah al ricco commerciante di Jalalabad e quelli che stanno nel mezzo, tutti sanno delle nostre operazioni e spesso contribuiscono in termini di donazioni, aiuto per costruire un nuovo orfanotrofio, e spesso attivamente aiutandoci nella selezione dei nuovi bambini da accogliere. Essere in contatto con la nostra gente è uno degli aspetti al quale dedichiamo più cura: quando l’inaspettato accade, quando arrivano i problemi, è la rete dei nostri amici e sostenitori che ci aiuta a superarli.

Come posso sentirmi maggiormente coinvolto?

 Oltre alla sponsorizzazione di uno o più bambini, incoraggiamo tutti i nostri sponsor a sentirsi più coinvolti nelle nostre attività, nelle maniere più disparate; quando qualcuno del nostro staff o qualche volontario è nel vostro paese potete organizzare una presentazione, potete raccogliere fondi, impegnarvi per l’apertura di un nuovo orfanotrofio, o addirittura candidarvi come volontario in uno degli orfanotrofi di Kabul. Ci sono tantissimi modi di sentirsi maggiormente coinvolti, anche semplicemente tenere la brochure di Afceco sul bancone del bar, sulla scrivania o sul banco di lavoro!

Posso visitare il bambino che sponsorizzo o lui può venire a trovarmi?

Afceco incoraggia un forte legame tra lo sponsor e il bambino e vice versa. Il bambino capisce cos’è uno sponsor e può anche avere con lui delle videoconferenze saltuariamente. Fa parte della nostra missione educativa mandare i nostri bambini all’estero in modo da completare la loro formazione; le occasioni per uno sponsor di incontrare il bambino sponsorizzato sono sempre maggiori e ogni sponsor è comunque incoraggiato a sentirsi coinvolto nella misura che sente più consona. E’ nostra speranza che il legame tra sponsor e bambino duri per più tempo possibile, anche tutta la vita! Siamo un’unica, grande famiglia.

 E’ possibile adottare uno dei bambini?

Al momento non è consentito dalla legge adottare un bambino afghano. Nonostante noi riceviamo spesso richieste di questo tipo, è importante ricordare che la missione di Afceco non è semplicemente di dare una vita migliore ai bambini, ma di dare loro la forza, l’amore e l’istruzione per crescere diventando delle persone produttive e capaci di guidare la società afghana, non per diventare ricchi espatriati.

Quanti bambini perdete e che fine fanno?

 Con lo scopo di mantenere una connessione vitale tra la società afghana e il bambino come un ponte sul proprio futuro, Afceco non cresce bambini in isolamento. Anche nel caso entrambe i genitori fossero morti, ci sono dei parenti che si prendono cura di questo bambino che un giorno sarà capace di contribuire al sostentamento della famiglia. E’ anche importante per i bambini sentire una forte connessione con la propria terra; troppi afghani hanno lasciato il paese negli scorsi anni ed è praticamente certo che la mancanza di contatti con la società, seppur devastata dalla guerra, condurrebbero il bambino, una volta cresciuto ed istruito, a voler lasciare il proprio paese appena se ne presentasse la possibilità. Questo significa che si, rischiamo di perdere dei bambini. In un paese ancora in guerra, con parenti poveri e spesso fondamentalisti, concentrati sui bisogni economici a breve o brevissimo termine, è inevitabile che qualcuno non ritorni dalla visita al proprio villaggio. Vista la situazione attuale consideriamo un successo che i bambini che non fanno ritorno all’orfanotrofio siano davvero pochi. Qualcuno comincia a lavorare per aiutare la propria famiglia, altri rimangono a casa ad aiutare una madre malata, qualcuna viene fatta sposare e altri semplicemente spariscono. Ogni bambino che perdiamo spezza il nostro cuore e quello dello sponsor. Ciononostante, con la nostra prima generazione all’università, siamo rincuorati dal fatto che la maggior parte dei nostri bambini stia con noi, cresca con noi e che i loro parenti arrivino a vederci come una famiglia, proprio come fanno i bambini.

Ci sono problemi comportamentali negli orfanotrofi e se ci sono, come li affrontate?

 I bambini dell’orfanotrofio arrivano dai più svariati background sociali e culturali. Sono cresciuti con diversi valori, temperamenti e pregiudizi. A questo bisogna aggiungere che la maggior parte arriva da noi con cicatrici psicologiche per via di quel che hanno vissuto a causa della guerra, estrema povertà e abusi. Tutti sono stati testimoni di cose che nessun bambino dovrebbe mai vedere. Alcuni sono stati sfruttati, o hanno vissuto nella paura per la loro stessa vita. I ragazzi hanno subito l’effetto di una società misogina, arrivano all’orfanotrofio pensando di essere migliori delle ragazze e di dover essere forti, aggressivi e buoni combattenti. Son poco tolleranti e pensano di dover essere esentati da qualunque lavoro domestico. Le ragazze, al contrario, pensano di essere inferiori agli uomini. In ogni caso, se prendiamo 50 bambini in orfanotrofio avremo 50 comportamenti diversi, ma l’orfanotrofio è davvero come una grande famiglia. Per far fronte alle nostre debolezze usiamo i nostri punti di forza, e per questo ci affidiamo al gruppo dei pari, costituito da bambini che sono con noi da tempo e che hanno interiorizzato i nostri insegnamenti riguardo l’uguaglianza tra esseri umani a prescindere da gruppo etnico, razza, religione e soprattutto genere. I cattivi comportamenti sono l’unica cosa che davvero non tolleriamo e quando arriva un bambino nuovo lei o lui è circondata dal gruppo dei pari che faranno da mentori. L’orfanotrofio è un posto pieno di attività o responsabilità. Niente lenisce le ferite dell’anima come il cameratismo, il lavoro di squadra finalizzato alla risoluzione dei problemi, completare i lavori domestici o fare i compiti. C’è anche uno spirito di competizione amichevole che motiva i ragazzi a puntare più in alto e a raggiungere risultati che altrimenti non avrebbero mai pensato possibili. Quando possiamo affidiamo dei compiti condivisi a bambini che vengono da un diverso background. Per esempio affidiamo il magazzino ad un bambino Hazara e ad uno Pashtun, in modo che, lavorando insieme possano diventare amici e imparare la tolleranza. Incoraggiamo un’atmosfera familiare che permetta di capire che se uno sbaglia è per tutti un fallimento, dove si festeggiano tutti i compleanni insieme ma anche dove i singoli successi vengono riconosciuti e ugualmente festeggiati. In questo modo c’è davvero poco o nessun bisogno di azioni punitive. L’orfanotrofio è un’oasi di pace nel mezzo della guerra e basiamo le nostre attività sulla potente alchimia della reciprocità e dell’amore.

 Cosa succede ai ragazzi quando diventano maggiorenni, e come possono tornare nei villaggi afghani e soprattutto le ragazze, come fanno a sperimentare ancora l’uguaglianza?

Noi ci aspettiamo che i bambini rimangano con noi almeno fino alla classe dodicesima, quando finiscono la scuola superiore. Proprio ora abbiamo circa 40 bambini che arriveranno a questo obiettivo tra un paio di anni. E’ una nostra priorità far notare che questi bambini non hanno ricevuto fino ad ora una scolarizzazione comparabile con quella della maggior parte dei paesi del mondo. Questo è il motivo per il quale avranno presto, oltre che al loro spazio per vivere e potersi immergere nello studio, anche lezioni extra con insegnanti professionisti sia afghani che non, con la possibilità di usare, a questo scopo, anche internet, cercando di ottenere l’ammissione all’università. Oltre alla possibilità di frequentare l’università cerchiamo di trovare un lavoro con il quale questi ragazzi possano provvedere al loro sostentamento, e in molti casi chi meglio di loro può lavorare sui progetti di Afceco? In ogni caso, noi insegniamo ai nostri ragazzi come camminare con le proprie gambe e li accompagniamo nei loro primi passi verso l’indipendenza e verso i primi aiuti che possono “restituire” alle famiglie. Non siamo inclini a veder uscire i nostri ragazzi dagli orfanotrofi augurandogli buona fortuna, tendiamo invece a seguirli negli ultimi passi verso l’indipendenza per diventare dei membri produttivi della società. Questo significa cercare di fornire loro una casa mentre lavorano e studiano all’università, dar loro accesso ad un computer con internet, una buona biblioteca cercando inoltre di tenerli il più uniti possibile in modo che si possano sostenere a vicenda. Per riassumere, Afceco starà al fianco dei propri bambini proprio come farebbe ogni famiglia e rimarrà in contatto con loro per tutta la loro vita, incoraggiandoli ad essere dei buoni modelli. Per esempio, proviamo a pensare ad una famiglia religiosa e molto conservatrice che preferisce che le figlie rimangano in casa a servire il padre, i fratelli e poi il marito. Ma se la famiglia ha come figlia un medico o un’ostetrica che quindi provvedono a dei servizi dei quali la gente ha disperato bisogno e guadagna un riguardevole stipendio, un padre non imporrà tutte queste restrizioni a sua figlia perché il suo interessa sarà prima di tutto quello di raggiungere qualche grado di prosperità in un paese dove spesso è difficile provvedere ai propri bisogni essenziali. Per quanto riguarda i nostri ragazzi, è sufficiente parlare con loro per un’ora per essere certi che non alzeranno mai una mano su una donna né chiederanno ad alcuna donna che avranno a fianco nella vita di essere condiscendente ai loro bisogni egoistici. Saranno un esempio per gli altri ragazzi ovunque andranno. Lavoreranno con le donne piuttosto che contro di loro, rinforzando la loro stessa volontà. Il modo migliore per navigare controcorrente in Afghanistan è quello di guadagnare una buona posizione professionale, in questo modo sarà difficile che qualcuno possa porsi sulla loro strada. Noi ci aspettiamo che la maggior parte dei nostri ragazzi acquisisca una buona reputazione, siano rispettati per le loro conoscenze e svolgano lavori che siano ben visti dagli afghani di ogni villaggio. Indifferentemente dal fatto che sia una ragazza o un ragazzo, questo influente membro della famiglia (una famiglia che è molto povera, senza istruzione e in molti casi senza speranza) può fare molto per cambiare la mentalità della famiglia, se non dell’intero villaggio!

Our Programs

AFCECO runs various programs for children within the framework of its orphanages. Due to the poor standard of public schools, AFCECO augments the short school day with a plethora of extracurricular classes. Physical fitness of the children has also been one of AFCECO’s top priorities, AFCECO also has girls’ soccer teams that participate in nationwide tournaments. AFCECO provides the children with healthcare through clinics it has established within the orphanages. 40 girls and boys from AFCECO orphanages are in Afghanistan National Institute of Music where they learn professional.

Our Programs are Include:

>Child Sponsorship Program

>Children Artwork

>Music Team

>eCoaching Program

>Athletic Program

Most of the children living in AFCECO orphanages are either orphans or were victims of child labor and abused girls and children from remote areas where Taliban and extremists dominate society. AFCECO tries to take children from all over Afghanistan, of all ethnic backgrounds and languages. We are in close contact with a variety of grass-roots organizations, councils and minorities. Since 2004, more than 60 children finished high school of whom 35 are now in university and 15 finished university. Some of AFCECO graduates are now working in AFCECO and the entire management team is comprised of AFCECO young girls.

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About AFCECO

PAKISTAN ORPHANAGE

The Afghan Child Education and Care Organization (AFCECO) is an Afghan non-profit organization based in Kabul and fully registered since 2008 with AISA - the Government of the Islamic Republic of Afghanistan’s official registration agency. Founding director Andeisha Farid opened her first parwarishga, or "foster haven" in 2004, in Pakistan.

An Afghan native who had grown up in war and displacement, her dream was to come up with an innovative way to help vulnerable Afghan children, in this case orphaned refugees.

This dream developed into a mission that dares to approach the problems in Afghanistan with a very simple, universally acceptable solution: what if a portion of the estimated 1.6 million orphans in Afghanistan could be raised in a new kind of orphanage, one that is inclusive, not exclusive of the villages and provinces where the children come from? What if this new orphanage operates with the blessing of the home village? What if aside from a liberal arts education it offers security, teaches equality, non discrimination on the basis of religion, ethnicity, or gender, and otherwise nurtures in a manner very much like that of an extended family? What if the goal is not so much to save as many children from the streets as possible, but to impact a large number of them over time, creating a civilian leadership, Afghan doctors, midwives, engineers, journalists, professionals who are not going to expatriate, but who will remain in their beloved country out of a deep sense of Khawk, what all Afghans long for: their homeland’s earth beneath their feet? What if these children could learn the power of community, and develop the skills to build and strengthen it on a local, national and international scale? What if they could learn that the first step to building a better society is to find one’s own voice, and then to listen and speak to others from the heart, with honesty, integrity and a dedication to the common good? To achieve these goals requires a source of funding that is sustainable, able to weather sudden changes in world events.

Afghan Rifugee Camp

Fortunately Andeisha became known to CharityHelp International (CHI), a US non-governmental organization that funds programs through a child sponsorship program. This allows individuals from around the world to form bonds with the child of their choice, and participate in sustaining the orphanage by paying some or all of the cost of providing that child with her or his needs.

Fortunately Andeisha became known to CharityHelp International (CHI), a US non-governmental organization that funds programs through a child sponsorship program. This allows individuals from around the world to form bonds with the child of their choice,and participate in sustaining the orphanage by paying some or all of the cost of providing that child with her or his needs.

This program alone gave Andeisha with the opportunity to create a network of friends and a means to grow. In December of 2007 Andeisha made a commitment to return to Afghanistan.

AFCECO orphanages aim to provide a truly democratic environment. Central is equality and opportunity for girls that empowers them, so that one day they might take leadership roles in society. Liberation of girls must also include the liberation of boys from the male dominated mindset that plagues Afghanistan to this day.

One child is from Bamyan in central Afghanistan, home to Hezara. Another is Tajik from Herat, Pashtun from Jallallabad, Uzbek from Mazar, and Nuristani from the most isolated villages in the northeast mountains. Each brings his or her individual rootedness to the orphanage. In living and working together, racial tensions dissolve, and the children’s sense of belonging become unified.

Raising these children to be whole individuals includes providing a sense of a nurturing community in which each child feels supported but also a sense of responsibility to that community. It includes health, education and a breadth of experience.

AFCECO maintains an in-house clinic providing health care services 24/7 at a minimal cost, as well as courses in advanced first aide, preventative medicine, diagnostics and treatment skills including use of a small pharmacy. Special courses are offered to augment the public curriculum, such as intensive English language, computer, drama, art and photography. Physical education is to be equally valued, including football, gym class and martial arts programs for boys and girls.

AFCECO has developed programs abroad, bringing 22 children to stay with host families in Italy each winter, and others with special health problems to travel to the U.S. for care through a program called SOLACE. A young women’s leadership workshop has been developed, wherein for three months the oldest girls in the orphanage receive training in skills such as world history, law, debate, problem solving, teamwork and other areas of study vital to developing strength of character. This program culminates with sending a handful of the top candidates to the U.S. for their winter break, to mentor with professional women in their workplaces. AFCECO is recognized internationally, having been featured on NBC’s Nightly News as well as the Today Show.

Andeisha was honored with a Vital Voices award in Washington’s Kennedy Center, with founding partner Hillary Clinton participating. Andeisha was then invited to attend a summit on entrepreneurship, where President Obama cited her work in the speech he delivered to the international community. Awards and recognition have continued, including a Women’s Mentorship award through Goldman Sachs and Fortune magazine, along with invitations to summit meetings/workshops in India, Turkey, Italy and Nepal.

Vital Voices award in Washington’s Kennedy Center

AFCECO realizes it must not raise these children in isolation, nor release them into the world as they reach adulthood without further commitment and support. It aims to prepare and then guide the children toward independence, to facilitate opportunities be they work related, specialized training or higher education. AFCECO has blossomed into a progressive social service that is not institutional, but rather meshes with Afghan society in a partnership where all agree about the needs of the children. Along with its sponsorship program it has developed partnerships with a wide variety of organizations developed an active volunteer program involving Afghans and professionals from abroad.

The point here is that AFCECO seeks to be inclusive in its mission, with the understanding the true strength and sustainability comes through diversity.

Half of the population of Afghanistan is under the age of eighteen. In their hands is our future.