Domande Frequenti (FAQ)

Gli orfanotrofi sono in pericolo per via della guerra?

E’ difficile prevedere il futuro dell’Afghanistan. Ci sono molti pericoli, al momento soprattutto per gli attentati improvvisi. Qualunque cosa accada, persino se un nuovo regime talebano salisse al potere, non sarebbe la fotocopia di quanto avvenuto in passato: Afceco ha costruito solide relazioni con così tante istituzioni, associazioni e semplicemente con così tante persone, che sarebbe un suicidio politico attaccare l’orfanotrofio. La nostra maggiore assicurazione per il futuro è che l’orfanotrofio è fondato, diretto e gestito da afghani. Anche nelle remote province sotto il controllo talebano le scuole per bambini e bambine sono consentite, purché siano afghane: il fatto è che la maggior parte delle persone vede nell’istruzione dei propri figli un’opportunità per un migliore futuro dei propri figli e quindi di tutta la famiglia.

Come posso sapere se il bambino che sponsorizzo è veramente lì e che sappia chi sono?

Una volta al mese ogni bambino sponsorizzato prepara una lettera per il proprio sponsor. Anche ai bambini più piccoli viene insegnato un inglese che sia sufficiente per poter scrivere una breve lettera che solitamente viene dal bambino decorata e personalizzata. Quando possibile inviamo allo sponsor una foto del bambino che tiene in mano la lettera e trasmettiamo il tutto per posta elettronica. Abbiamo poche persone nel nostro staff quindi non sempre fila tutto liscio, ma la maggior parte dei mesi riusciamo a mandare lettere a tutti gli sponsor, per noi questa comunicazione tra bambini e sponsor rimane comunque una priorità. I bambini sanno cosa rappresenta uno sponsor per Afceco, ma sono soprattutto emozionati dal ricevere lettere dai loro sponsor! Incoraggiamo anche i contatti tra sponsor, sono un buon modo di conoscere meglio la vita dell’orfanotrofio e condividere storie che permettano di sentirvi più vicini all’esperienza che il bambino che state sponsorizzando vive. Per noi superare le distanze è una priorità e cerchiamo di farlo anche attraverso la nostra newsletter mensile dove raccontiamo quanto avviene in orfanotrofio e cerchiamo di corredare il tutto con fotografie.

Che supporto ricevete dal governo afghano? E dalla gente comune?

FAfceco è un’ong registrata presso il governo afghano e ha acquisito nel tempo una buona reputazione e diversi simpatizzanti, alcuni di loro tra ministri e parlamentari. E’ vitale tuttavia che il Afceco mantenga le distanze dal governo e dai finanziamenti governativi, questo per assicurare di poter portare avanti i nostri obiettivi senza pressioni da parte di chi è al potere. L’opposto, invece, quando si pensa alla gente comune: Afceco lavora attivamente con i membri delle comunità di ogni provincia del paese, di ogni classe sociale; studenti, mullah, braccianti, attivisti e professori sono tutti parte della nostra rete di sostenitori. Dal povero contadino di Farah al ricco commerciante di Jalalabad e quelli che stanno nel mezzo, tutti sanno delle nostre operazioni e spesso contribuiscono in termini di donazioni, aiuto per costruire un nuovo orfanotrofio, e spesso attivamente aiutandoci nella selezione dei nuovi bambini da accogliere. Essere in contatto con la nostra gente è uno degli aspetti al quale dedichiamo più cura: quando l’inaspettato accade, quando arrivano i problemi, è la rete dei nostri amici e sostenitori che ci aiuta a superarli.

Come posso sentirmi maggiormente coinvolto?

Oltre alla sponsorizzazione di uno o più bambini, incoraggiamo tutti i nostri sponsor a sentirsi più coinvolti nelle nostre attività, nelle maniere più disparate; quando qualcuno del nostro staff o qualche volontario è nel vostro paese potete organizzare una presentazione, potete raccogliere fondi, impegnarvi per l’apertura di un nuovo orfanotrofio, o addirittura candidarvi come volontario in uno degli orfanotrofi di Kabul. Ci sono tantissimi modi di sentirsi maggiormente coinvolti, anche semplicemente tenere la brochure di Afceco sul bancone del bar, sulla scrivania o sul banco di lavoro!

Posso visitare il bambino che sponsorizzo o lui può venire a trovarmi?

Afceco incoraggia un forte legame tra lo sponsor e il bambino e vice versa. Il bambino capisce cos’è uno sponsor e può anche avere con lui delle videoconferenze saltuariamente. Fa parte della nostra missione educativa mandare i nostri bambini all’estero in modo da completare la loro formazione; le occasioni per uno sponsor di incontrare il bambino sponsorizzato sono sempre maggiori e ogni sponsor è comunque incoraggiato a sentirsi coinvolto nella misura che sente più consona. E’ nostra speranza che il legame tra sponsor e bambino duri per più tempo possibile, anche tutta la vita! Siamo un’unica, grande famiglia.

E’ possibile adottare uno dei bambini?

Al momento non è consentito dalla legge adottare un bambino afghano. Nonostante noi riceviamo spesso richieste di questo tipo, è importante ricordare che la missione di Afceco non è semplicemente di dare una vita migliore ai bambini, ma di dare loro la forza, l’amore e l’istruzione per crescere diventando delle persone produttive e capaci di guidare la società afghana, non per diventare ricchi espatriati.

Quanti bambini perdete e che fine fanno?

Con lo scopo di mantenere una connessione vitale tra la società afghana e il bambino come un ponte sul proprio futuro, Afceco non cresce bambini in isolamento. Anche nel caso entrambe i genitori fossero morti, ci sono dei parenti che si prendono cura di questo bambino che un giorno sarà capace di contribuire al sostentamento della famiglia. E’ anche importante per i bambini sentire una forte connessione con la propria terra; troppi afghani hanno lasciato il paese negli scorsi anni ed è praticamente certo che la mancanza di contatti con la società, seppur devastata dalla guerra, condurrebbero il bambino, una volta cresciuto ed istruito, a voler lasciare il proprio paese appena se ne presentasse la possibilità. Questo significa che si, rischiamo di perdere dei bambini. In un paese ancora in guerra, con parenti poveri e spesso fondamentalisti, concentrati sui bisogni economici a breve o brevissimo termine, è inevitabile che qualcuno non ritorni dalla visita al proprio villaggio. Vista la situazione attuale consideriamo un successo che i bambini che non fanno ritorno all’orfanotrofio siano davvero pochi. Qualcuno comincia a lavorare per aiutare la propria famiglia, altri rimangono a casa ad aiutare una madre malata, qualcuna viene fatta sposare e altri semplicemente spariscono. Ogni bambino che perdiamo spezza il nostro cuore e quello dello sponsor. Ciononostante, con la nostra prima generazione all’università, siamo rincuorati dal fatto che la maggior parte dei nostri bambini stia con noi, cresca con noi e che i loro parenti arrivino a vederci come una famiglia, proprio come fanno i bambini.

Ci sono problemi comportamentali negli orfanotrofi e se ci sono, come li affrontate?

I bambini dell’orfanotrofio arrivano dai più svariati background sociali e culturali. Sono cresciuti con diversi valori, temperamenti e pregiudizi. A questo bisogna aggiungere che la maggior parte arriva da noi con cicatrici psicologiche per via di quel che hanno vissuto a causa della guerra, estrema povertà e abusi. Tutti sono stati testimoni di cose che nessun bambino dovrebbe mai vedere. Alcuni sono stati sfruttati, o hanno vissuto nella paura per la loro stessa vita. I ragazzi hanno subito l’effetto di una società misogina, arrivano all’orfanotrofio pensando di essere migliori delle ragazze e di dover essere forti, aggressivi e buoni combattenti. Son poco tolleranti e pensano di dover essere esentati da qualunque lavoro domestico. Le ragazze, al contrario, pensano di essere inferiori agli uomini. In ogni caso, se prendiamo 50 bambini in orfanotrofio avremo 50 comportamenti diversi, ma l’orfanotrofio è davvero come una grande famiglia. Per far fronte alle nostre debolezze usiamo i nostri punti di forza, e per questo ci affidiamo al gruppo dei pari, costituito da bambini che sono con noi da tempo e che hanno interiorizzato i nostri insegnamenti riguardo l’uguaglianza tra esseri umani a prescindere da gruppo etnico, razza, religione e soprattutto genere. I cattivi comportamenti sono l’unica cosa che davvero non tolleriamo e quando arriva un bambino nuovo lei o lui è circondata dal gruppo dei pari che faranno da mentori. L’orfanotrofio è un posto pieno di attività o responsabilità. Niente lenisce le ferite dell’anima come il cameratismo, il lavoro di squadra finalizzato alla risoluzione dei problemi, completare i lavori domestici o fare i compiti. C’è anche uno spirito di competizione amichevole che motiva i ragazzi a puntare più in alto e a raggiungere risultati che altrimenti non avrebbero mai pensato possibili. Quando possiamo affidiamo dei compiti condivisi a bambini che vengono da un diverso background. Per esempio affidiamo il magazzino ad un bambino Hazara e ad uno Pashtun, in modo che, lavorando insieme possano diventare amici e imparare la tolleranza. Incoraggiamo un’atmosfera familiare che permetta di capire che se uno sbaglia è per tutti un fallimento, dove si festeggiano tutti i compleanni insieme ma anche dove i singoli successi vengono riconosciuti e ugualmente festeggiati. In questo modo c’è davvero poco o nessun bisogno di azioni punitive. L’orfanotrofio è un’oasi di pace nel mezzo della guerra e basiamo le nostre attività sulla potente alchimia della reciprocità e dell’amore.

Cosa succede ai ragazzi quando diventano maggiorenni, e come possono tornare nei villaggi afghani e soprattutto le ragazze, come fanno a sperimentare ancora l’uguaglianza?

Noi ci aspettiamo che i bambini rimangano con noi almeno fino alla classe dodicesima, quando finiscono la scuola superiore. Proprio ora abbiamo circa 40 bambini che arriveranno a questo obiettivo tra un paio di anni. E’ una nostra priorità far notare che questi bambini non hanno ricevuto fino ad ora una scolarizzazione comparabile con quella della maggior parte dei paesi del mondo. Questo è il motivo per il quale avranno presto, oltre che al loro spazio per vivere e potersi immergere nello studio, anche lezioni extra con insegnanti professionisti sia afghani che non, con la possibilità di usare, a questo scopo, anche internet, cercando di ottenere l’ammissione all’università. Oltre alla possibilità di frequentare l’università cerchiamo di trovare un lavoro con il quale questi ragazzi possano provvedere al loro sostentamento, e in molti casi chi meglio di loro può lavorare sui progetti di Afceco? In ogni caso, noi insegniamo ai nostri ragazzi come camminare con le proprie gambe e li accompagniamo nei loro primi passi verso l’indipendenza e verso i primi aiuti che possono “restituire” alle famiglie. Non siamo inclini a veder uscire i nostri ragazzi dagli orfanotrofi augurandogli buona fortuna, tendiamo invece a seguirli negli ultimi passi verso l’indipendenza per diventare dei membri produttivi della società. Questo significa cercare di fornire loro una casa mentre lavorano e studiano all’università, dar loro accesso ad un computer con internet, una buona biblioteca cercando inoltre di tenerli il più uniti possibile in modo che si possano sostenere a vicenda. Per riassumere, Afceco starà al fianco dei propri bambini proprio come farebbe ogni famiglia e rimarrà in contatto con loro per tutta la loro vita, incoraggiandoli ad essere dei buoni modelli. Per esempio, proviamo a pensare ad una famiglia religiosa e molto conservatrice che preferisce che le figlie rimangano in casa a servire il padre, i fratelli e poi il marito. Ma se la famiglia ha come figlia un medico o un’ostetrica che quindi provvedono a dei servizi dei quali la gente ha disperato bisogno e guadagna un riguardevole stipendio, un padre non imporrà tutte queste restrizioni a sua figlia perché il suo interessa sarà prima di tutto quello di raggiungere qualche grado di prosperità in un paese dove spesso è difficile provvedere ai propri bisogni essenziali. Per quanto riguarda i nostri ragazzi, è sufficiente parlare con loro per un’ora per essere certi che non alzeranno mai una mano su una donna né chiederanno ad alcuna donna che avranno a fianco nella vita di essere condiscendente ai loro bisogni egoistici. Saranno un esempio per gli altri ragazzi ovunque andranno. Lavoreranno con le donne piuttosto che contro di loro, rinforzando la loro stessa volontà. Il modo migliore per navigare controcorrente in Afghanistan è quello di guadagnare una buona posizione professionale, in questo modo sarà difficile che qualcuno possa porsi sulla loro strada. Noi ci aspettiamo che la maggior parte dei nostri ragazzi acquisisca una buona reputazione, siano rispettati per le loro conoscenze e svolgano lavori che siano ben visti dagli afghani di ogni villaggio. Indifferentemente dal fatto che sia una ragazza o un ragazzo, questo influente membro della famiglia (una famiglia che è molto povera, senza istruzione e in molti casi senza speranza) può fare molto per cambiare la mentalità della famiglia, se non dell’intero villaggio!